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Ho vissuto una settimana particolare.

 

Il martedì il BAR è chiuso per turno, è il mio giorno libero.

Al mattino di martedì 31 gennaio sono partito per Vigevano, per far sosta alla Chiesa di San Francesco, vicino al centro.

Poiché la Santa Messa era per le 10,30 e non per le 10,00, ne ho approfittato per recitare un Rosario davanti a San Giovanni Bosco.

Terminato il Rosario ho partecipato alla Santa Messa, al termine della quale il celebrante ha fatto disporre tutti noi partecipanti su due file, per farci ricevere la benedizione con la Reliquia di San Giovanni Bosco.

Uscito dalla chiesa mi sono recato dal mio padre spirituale, per fare una verifica su come era andata la precedente settimana e per chiedere qualche consiglio.

Sono tornato in Santuario verso le 17,30, sono salito in camera mia, era ancora presto per recarmi, come era di mio compito, a preparare la tavola per la cena.

Ho deciso, quindi, di recitare un Rosario invocando S. Giovanni Bosco, per poi andare in casa di don Gregorio per i Vespri, la cena, poi in chiesa per il Rosario e la Santa Messa solenne in ricordo di San Giovanni Bosco.

Durante la Santa Messa mi veniva da sorridere, pensando a San Giovanni Bosco, ma il fatto particolare è stato quando mi sono messo in fila per ricevere la Santa Comunione, mi scendevano lacrime di gioia.

Da quel momento ho passato giornate gioiose fino a venerdì.

Sabato sera c’è stata la Santa Messa e la Veglia per la Giornata della Vita, celebrata dal nostro vescovo Claudio.

Alla fine della Santa Messa, tutti i bambini che partecipavano sono venuti al bar per essere “premiati” con una buona cioccolata calda, che noi chiamiamo “la cioccolata della nonna”.

Durante la serata della cioccolata sono rimasto colpito dai genitori di quei bambini, da come si sono prestati a servire a tutti la cioccolata, in modo veloce, rapido e disinvolto, comportandosi come se fossero in casa propria, una famiglia “nella grande famiglia”….

Devo proprio dire che S. Giovanni Bosco è davvero grande!