Mercoledì 30 Luglio 2003
Serata indimenticabile in Santuario,
quella di mercoledì 30.07.03, alla presenza di Don Giovanni d’Ercole. Nominato dal Santo Padre Capo ufficio nella Sezione Affari
Generali della Segreteria di Stato, Don Giovanni D’ercole unisce al servizio
alla Santa Sede un'intensa attività pastorale soprattutto tra i giovani, in
particolare con in ragazzi disagiati, carcerati, tossicodipendenti.
Segue
con cura le problematiche teologiche e morali del nostro tempo approfondendone
anche i risvolti sociali. Ha tenuto numerose
conferenze ed incontri di spiritualità mariana.
Uomo dotto, personaggio
televisivo di chiara fama, Don Giovanni dimostra a chi lo avvicina
il tratto di una persona amabile e una delicatezza di sentimenti tutta
particolare.

La
Santa Messa, celebrata da Don Giovanni e concelebrata da Don Gregorio, ritmata come sempre dai
canti del rinnovamento, è iniziata in un clima di festosa esultanza. Gli animi
dei presenti erano in fervente attesa di conoscere e ascoltare l’illustre
sacerdote orionino, che già dal saluto iniziale ha
stabilito con tutti i presenti una fraterna amicizia.

Don Giovanni d’Ercole,
durante l’omelia, si proclama “innamorato” della Madonna e si dice compiaciuto
di osservare che anche nel nostro santuario, così come in ogni angolo della
terra da lui visitato ove si venera la Madonna, le persone accorrono
numerosissime a pregare. Ricorda commosso un episodio della sua vita di
missionario in africa:
ad una processione in onore della Madonna presero parte anche i
numerosi mussulmani del posto, spiegando che Maria anche per loro è madre.

Tanti i ricordi che affiorano in
Don Giovanni, uomo di Dio, al servizio della Chiesa. Un altro ricordo
dolcissimo è quello di un carcerato da lui incontrato a Roma, che ha ammesso la
responsabilità di oltre cento omicidi e che ha ritrovato in carcere Dio,
iniziando a recitare il santo rosario. Oggi, quello
che fu un pericoloso criminale non riesce più a prendere sonno se
non recita l’intera corona del rosario.
Quindi
la riflessione si avvicina al grande tema del dolore, che è molte volte dolore
del corpo e molte volte è anche dolore dell'anima.
Non
si riesce a spiegare perché esista il dolore, se non davanti alla Croce di
Cristo.
A
riconoscerlo è stato un famoso scrittore giapponese, racconta Don Giovanni, che
descrive l’Uomo della Croce, il “Povero Cristo”, che sulla sua croce ha portato
con sé le sofferenze dell’intera umanità.
E’
dalla Croce di Cristo che arriva, silenziosa, la risposta definitiva e
risolutiva del dramma della sofferenza umana.
In un mondo in cui, diminuendo la fede in Dio, aumenta la
superstizione, proliferano maghi e cartomanti, capaci di suggestionare con le
loro menzogne. Molti cadono in questa seduzione, dimostrandosi creduloni e non
più credenti.
Don
Giovanni ha lasciato ai presenti un vero e proprio tesoro spirituale, che si
deve tradurre per tutti in un impegno di vita. Il “compitino”, come lo ha chiamato Don Giovanni, si articola in due punti: prima
di tutto bisogna stringere fra le mani il crocifisso, unica speranza di chi non
ha speranza, implorando da Dio la grazia di sopportare il dolore, affidandosi
completamente alla sua volontà; in secondo luogo bisogna recitare il santo
rosario ogni giorno, abbandonandosi completamente a Maria, cui Gesù ci ha
affidato nel
momento estremo della sua agonia.
Solo così vivremo veramente con
la pace nel cuore, quella pace che solo Dio può dare.
Al
termine di una serata memorabile, Don Giovanni lancia a tutti una proposta
bellissima: raccogliere delle offerte per la costruzione di un piccolo
santuario mariano in Mongolia, dedicato al culto di Maria Madre di Misericordia
su espressa volontà del Papa. Questa sarà la seconda Chiesa di questo lontano
paese, dove i cristiani oggi sono pochi, ma dove senza dubbio diventeranno
numerosi, accompagnati alla fede dalla Madonna. Una proposta cui i fedeli del
nostro Santuario hanno risposto subito con generosità, confidando di potersi
“gemellare” con questa comunità, lontana nello spazio, ma vicina nel cuore, con
la quale si condivide la medesima devozione mariana.

Grazie, Don Giovanni. Grazie di cuore per questa serata così edificante. Torni
presto a trovarci. Non vediamo l’ora di passare un’altra serata come questa,
così ricca di spiritualità, insieme a Gesù e a Maria.

In data 8 agosto 2003
Don Giovanni ci ha mandato
questa bellissima e-mail
Il 30 luglio è stata per
me una esperienza indimenticabile e spero aver
occasione di tornare. Grazie a Don Gregorio, grazie a ognuno di voi. Ciò che mi
ha colpito è l'amore per la Madonna e soprattutto per l'Eucarestia. La Madonna
e l'Eucarestia sono inseparabili: anzi Maria è l'ostensorio vivente , il primo tabernacolo della storia che porta Gesù sulle
nostre strade. La vita è fatta di piccole cose che noi con l'amore siamo
chiamati a far diventare "grandi" agli occhi di Dio. Raccomandatemi
alla Madonna e io vi assicuro che mi ricordo nella
preghiera ogni giorno di voi.
Un saluto e un abbraccio a tutti, don Giovanni D'Ercole.