Mano nella mano verso il Santuario
della
Madonna della Bozzola
Un’amica mi chiese: “Vuoi scrivere per me la grazia
che ricevetti dalla Madonna nel corso di una Messa di
Guarigione, da presentare come testimonianza a Don Gregorio?”.
Non potei rifiutare così ci demmo appuntamento e,
con suo marito Walter, Gabriella cominciò a raccontare presentandomi ogni
documentazione medica.
lo presi appunti. E ormai
felice consuetudine avere testimonianze di guarigione fisica e spirituale
frequentando le Sante Messe del mercoledì in
Santuario, ma questa è veramente ricca di significato.
Gabriella Pedrina, questo è il suo nome, fu guarita da un tumore
maligno.
Gli specialisti dell’Ospedale di Voghera dopo
accurati esami diagnosticarono una FIBROLEIOMIOMATOSI che avrebbe,
a loro schietto dire, lasciato alla paziente 4-6 mesi di vita.., se curata e
tentando un disperato intervento chirurgico.
Era il 5 maggio 2000. Gabriella ne fu sorpresa anche perché non aveva accusato alcun disturbo
precedentemente. Uscendo dallo studio medico incontrò un signore che capendo la
serietà del suo problema la invitò a rivolgersi al Santuario della Madonna
della Bozzola, che lei non conosceva.
“Era il
periodo quaresimale - mi spiegò - entrai in chiesa
stanchissima dal viaggio perché i dolori al basso
ventre erano fortissimi, ogni piccolo sasso su cui la macchina passava, mi sembrava uno scossone tremendo. Entrando
la chiesa era buia per la proiezione della Via Crucis e piena di gente. Dissi a
mio marito: usciamo, io non posso stare in piedi, non ce la faccio più, nel
frattempo vidi alla mia destra quattro sedie vuote giuste, giuste per me, mio
marito e i nostri amici che ci avevano
condotto lì.
Cominciò la Santa Messa, segui l’esposizione
del Santissimo Sacramento e alla fine della Celebrazione, il sacerdote,
passando tra la gente con l’Ostensorio mi si fermò dinnanzi. In quel momento
sentii un’ energia potente che mi penetrava tutta, mi
lasciai avvolgere completamente da quel dolce “brivido” che scorreva in tutto
il mio corpo. Durante il viaggio di ritorno, mi parve strano, il mio ventre era
calmo, non serviva più che la mia mano lo premesse per
avere un minimo di sollievo. Non dissi niente ma, giunti a
casa, mi confidai con mio marito di tanto benessere.
Tornammo in
ospedale, volli tentare l’intervento, chiesi ai
medici di usarmi come cavia:
se non fosse servito per me
poteva servire per altri e così con sommo stupore mi operarono. Prima
dell’intervento mi mandarono una psicologa per darmi lezioni di
ottimismo, ma dovette, invece, riceverle andandosene stupita: confidavo
completamente nell’aiuto della Madonna. L’intervento durò quattro ore e mezza,
mi svegliai prima del previsto, mi sentii piena di energia,
la stessa che provai davanti all’Ostensorio. Mi ripresi molto in fretta
affrontando intrepida e ubbidiente ogni cura, dando forza alle altre pazienti
che erano con me e che ora sono in cielo: io fui la sola graziata! Quel segno che Gesù
mi diede quella sera fu la mia forza”.
Gabriella mi disse ancora: “Non mi fece paura la sofferenza -
ed aggiunse questa frase che mi restò nel cuore - il male mi faceva coraggio, mi
spingeva alla fede!”.
Si, la sua forza era Maria
che con lei recitava il Santo Rosario, sempre, per lunghe notti in ospedale,
sino ad incuriosire le sue compagne che le chiesero: “Ma che cosa bisbigli
sempre sotto le coperte?!?” E lei fiera mostrò loro
l’arma che vince ogni battaglia!
“Non fu
facile, la mia sofferenza era tanta, ma la combattevo con l’aiuto di mio marito
sempre al mio fianco”.
Ora è il caso di chiedersi: ma che cosa ha ricevuto
Gabriella al Santuario? Quale o quante grazie? La fede già l’animava, seppur
pallida, allora cosa ricevette?
Senza misura ricevette la forza della fede che ha fatto ribellare il
suo corpo al male, ricevette il dono
grande della carità nell’offrirsi cavia per gli
altri, constatò la grande dimostrazione
d’amore del proprio marito che soffrì con lei mano nella mano uniti in quel
giuramento che fecero nel sacramento del matrimonio, ricevette il grande miracolo della chiamata della
Madonna là nel suo Santuario Santo per darle attraverso il Suo consacrato
la benedizione del Figlio suo Gesù.
Gabriella non
rifiutò l’invito di Maria rispondendo con il suo sì,
con il suo eccomi, con il suo sopportare con amore la
croce.
Quanti giungono chiamati e poi si disperdono!!!
Tornò Gabriella mano nella mano con suo marito per ringraziare
la Madonna, per lodare il Signore, per seguire “Parola del Vangelo” che bene viene spiegato da Don Gregorio, con il suo dire semplice ma
tanto penetrante.
Ringrazia
tutto e tutti, Gabriella, ma soprattutto io ringrazio
te per avermi dato molto con questa tua
testimonianza di coraggio , di fede,
di umiltà.