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7 ottobre 2007:

la nostra Madonnina pellegrina a Garlasco

      

 

    

 

    

 

Siamo tutti tuoi e vogliamo amarti”: con le parole di questo  canto è stata accolta sul sagrato del santuario la statua della Madonna della Bozzola “pellegrina” per una settimana in quel di Garlasco.

E seguendo le parole di questo canto che dice “la tua corona di rose e la tua presenza nel mondo vogliamo essere noi” possiamo davvero dire che in tanti, tantissimi hanno fatto da corona alla Madonna, una corona degna di una grande Regina, la Regina della Lomellina venerata anche col titolo di Madre di Misericordia.

Ebbene, dopo una trasferta nella parrocchia di Garlasco, nel pomeriggio di domenica 7 ottobre,  giorno in cui la Chiesa fa memoria di Maria Beata Vergine del Rosario,  la statua è ritornata nel luogo da cui proprio domenica 30 settembre era partita e nel luogo in cui la Madonna è apparsa ad una bambina nel 1465. Proprio durante l’apparizione era stata lei a dire alla piccola sordomuta di andare dagli abitanti di Garlasco a dire di costruire un santuario promettendo grandi grazie e prodigi in tutta la Lomellina.

Il ritorno nel suo santuario è avvenuto in un caldo pomeriggio incominciato con la recita dei vespri solenni e proseguito con la processione partita dalla chiesa parrocchiale di Garlasco e snodatasi lungo il chilometro e mezzo di strada che porta alla Bozzola addobbate a festa con drappi e festoni  bianchi e azzurri e in mezzo a due ali di folla e ad una lunga catena di gente. Ad accompagnare la statua della Madonna c’erano il Parroco Don Giorgio, il viceparroco Don Gianluigi, il sindaco in fascia tricolore, alcuni assessori della giunta municipale, i vigili, i carabinieri, i volontari della Croce Garlaschese, della Protezione Civile,  I Vigili del Fuoco, il gruppo Oftal, il gruppo degli scout, i ministranti della parrocchia, la confraternita di San Rocco e la Confraternita della SS. Trinità con i propri gonfaloni, il gruppo Apostoli e Servi di Maria e tanti altri.

La processione era l’ultimo di una lunga serie di appuntamenti con i quali la Parrocchia di Garlasco ha voluto festeggiare la Madonna. Per tutta la settimana si sono alternati tanti  gruppi  e tanti fedeli nella recita continua del santo rosario e ogni sera veniva celebrata la santa messa animata dalle corali di varie parrocchie della diocesi.  Nel  ricco carnet di iniziative preparate occorre  segnalare  che proprio Mons. Vescovo aveva accolto la statua al suo arrivo,  che mercoledì scorso anche la messa di guarigione e liberazione che si tiene di norma in santuario è stata celebrata in parrocchia, che sabato pomeriggio si era svolta la funzione lourdiana per gli ammalati presieduta da Mons. Franco Degrandi per oltre 25 anni presidente dell’Oftal  e che la messa principale della domenica mattina era stata celebrata dal neo vicario generale Mons. Zanotti.

Entusiasmante il colpo d’occhio poi giunti sul piazzale del santuario dove tanti pellegrini insieme Al rettore Don Gregorio e ai ministranti ne stavano attendendo l’arrivo  recitando il Rosario.

Alcuni giovani tenevano un cartello con scritte le parole  “totus tuus”, tanto care a Giovanni Paolo II da averne fatto il suo motto mentre  i bambini sventolavano dei foulard bianchi.

Una volta entrati in santuario gremito in ogni angolo con molti ancora fuori sul sagrato, è cominciata la santa messa presieduta proprio dal parroco di Garlasco Don Giorgio e animata dalle corali DI Garlasco e della Bozzola. Durante la sua intensa omelia ha voluto ricordare la richiesta fatta dai discepoli a Gesù letta nel vangelo domenicale: aumenta la nostra fede! Ecco dunque che abbiamo bisogno di credere nell’ordinario, nella vita di tutti i giorni. Dio ha ogni giorno per tutti i cristiani il suo progetto di amore, non in cose straordinarie ma nel lavoro, nella scuola, nello svago e nelle  faccende domestiche.

Ed è stata una grande prova di fede quella mostrata dai tanti pellegrini e garlaschesi intervenuti ad accompagnare la Madonna. Don Giorgio si è poi soffermato sull’ultima frase del Vangelo, ossia dell’invito di Gesù ad essere servi inutili. Il Signore vuole che noi mettiamo i frutti che lui ci ha donato ma dobbiamo farlo senza l’attesa di gratificazioni e a superare questa tentazione per divenire come Maria che meditava tutto nel suo cuore. Durante il miracolo a Cana è proprio lei ad accorgersi che non c’è più vino e invita a fare quello che dirà suo Figlio. Lei rimane in silenzio, nessuno va a ringraziare lei, bensì l’evangelista ricorda che tutti hanno reso grazie alla potenza di Dio.

Proprio qui sta il compito di Maria: quello di portarci a Gesù, ad avere fede in lui, una fede grande che passa per il dolore della croce e con il dolore della croce il cristiano può farsi dono.

La Madonna invita anche tutti i cristiani ad andare avanti, a non scoraggiarsi e a non avere paura a testimoniare la fede anche andando controcorrente in un mo0ndo che vorrebbe fare a meno di Dio.

Don Giorgio ha terminato l’omelia auspicando un ritorno della statua della Madonna a Garlasco perché da lì è venuta via con le valigie piene di cuori convertiti. Per tutta la settimana inoltre lei non era un’ospite ma una di famiglia. Al termine della messa poi il rettore Don Gregorio ha voluto ringraziare tutti i presenti e ha ricordato quanto detto un mese fa da Don Giovanni D’Ercole: ultimamente Garlasco è stata anche troppo su tutti i giornali e su ogni TG per un triste fatto di cronaca ma la vera Garlasco che la TV non mostra è quella venuta ai piedi della Madonna per ringraziare, lodare e supplicare il Signore nostro Dio!

 

STEFANO TARGA