Madonna della Bozzola

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Solennità dell'Epifania del Signore

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Nella pienezza del Tempo di Natale, atteso da grandi e piccini, è arrivato il giorno dell'Epifania. Già con i primi vespri, la sera di martedì 5 gennaio alle ore 20.45, nel nostro Santuario si è dato inizio alle grandi celebrazioni, con la Santa Messa solenne seguita dalla preghiera di liberazione, eccezionalmente condotta alla presenza del Santissimo Sacramento troneggiante sull'altare.

Nella giornata di mercoledì 6 gennaio, oltre alle quattro consuete celebrazioni eucaristiche dei giorni festivi, alle ore 15.00 si è svolta una speciale funzione liturgica per la benedizione e l'unzione dei bambini. Attraverso un sacramentale, l'olio benedetto del Gesù Bambino di Arenzano, si ripete, come spiega il rettore Padre Gregorio, un rito antichissimo, già presente agli albori della cristianità. Come ai tempi degli antichi romani i gladiatori prima del combattimento venivano unti in ogni parte del corpo per sfuggire alla presa degli avversari, così la primitiva Chiesa, per esprimere l'urgenza  di sfuggire alla presa del maligno durante il combattimento spirituale che accompagna la nostra esistenza in questo mondo,  scelse simbolicamente l'unzione quale segno di difesa delle anime dalle insidie del demonio. Ancora oggi nella celebrazione del sacramento del Battesimo, ha proseguito Padre Gregorio, prima che il catecumeno sia battezzato, gli viene praticato il rito dell'esorcismo, consistente nell'unzione con l'olio dei catecumeni.

Con grande gioia, dopo una così ricca spiegazione, papà, mamme e nonni accompagnano a centinaia i loro bambini di ogni età davanti all'altare per il rito dell'unzione.

Altro sacramentale di questo giorno dell'Epifania, secondo un'antica tradizione locale,  è l'arancia benedetta che, mangiata in famiglia, assicura salute e protezione dai mali della bocca.
Anche quest'anno i fedeli del nostro Santuario hanno dimostrato il loro vivo e immutato interesse per questa tradizione.

Durante le omelie, che nel corso delle celebrazioni eucaristiche si sono susseguite, Padre Gregorio ha ricordato il significato profondo dei doni offerti dai magi al Bambino Gesù. Con l'incenso veniva riconosciuta la sua divinità, con l'oro la sua regalità e con la mirra la sua natura di servo sofferente, secondo la profezia di Isaia. Anche noi dobbiamo offrire i nostri doni a Gesù, aggiunge Padre Gregorio: l'incenso della nostra preghiera, l'oro della nostra carità e la mirra della nostra sofferenza. Quest'ultima in particolare, la sofferenza, deve essere offerta senza ostentazione, senza ricercare la consolazione o la compassione degli uomini, perché possa essere veramente gradita al Signore, perché non se ne abbiano a vanificare i meriti.


La Redazione

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Febbraio 2010 09:38