Con la festa del Battesimo di Gesù, domenica 10 gennaio, si è chiuso anche quest'anno il tempo di Natale. L'occasione è stata favorevole per ricordare le principali epifanie del Signore, ossia le principali manifestazioni della divinità di Gesù: nella notte santa di Natale un tripudio festante di angeli ha rivelato ai pastori, primizia di Israele, la nascita del Salvatore; il 6 gennaio si è ricordata la stella che ha guidato i magi, primizia delle genti, all'incontro con il bambino Gesù; la voce del Padre e lo Spirito in forma di colomba hanno annunciano, nel Battesimo presso il fiume Giordano, il Messia presente nel mondo.
Domenica 17, all'inizio del tempo ordinario, è stato ricordato Sant'Antonio abate. In ogni celebrazione eucaristica si è trovato spazio per la benedizione degli animali e, in particolare, al termine della Santa Messa delle 10.30 Padre Gregorio ha benedetto gli animali che nel frattempo erano stati portati dai fedeli sul piazzale antistante il Santuario. Si è rispettata così un'antica tradizione che vuole Sant'Antonio abate protettore degli animali domestici, degli animali da allevamento e delle attività agricole in generale. Con uguale attenzione alla tradizione si è benedetto il cosiddetto pane di Sant'Antonio, distribuito ai fedeli e consumato poi nelle famiglie, in ricordo del prodigio che accompagnò gli ultimi anni di vita del santo, allorquando un corvo provvide quotidianamente a fornirgli una pagnotta, unico suo pasto nel deserto del suo eremo.
Il Vangelo di questa domenica ha ricordato a tutti il miracolo di Gesù alle nozze di Cana, ossia la trasformazione dell'acqua in vino di eccellente qualità, segno dell'inizio dei tempi messianici, segno di grazia sovrabbondante. La grande fede di Maria, maturata nel tempo, dall'Annunciazione al ritrovamento di Gesù nel tempio e via via per tutti gli anni della vita nascosta di suo figlio Gesù, ha dato piena espressione di sé a Cana: “Fate quello che vi dirà”. Ancora oggi la Madonna rivolge a ciascuno di noi lo stesso invito a fidarsi ciecamente di Gesù, a fare in tutto la sua volontà. La madre di Gesù intercedette per gli sposi cananesi, ma allo stesso modo ha sempre interceduto e continua a intercedere per tutti gli uomini, che in Gesù sono diventati suoi veri figli.
Domenica 24 poi è stata la volta della memoria liturgica della Santa Paola Elisabetta Cerioli, fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia, cui appartiene il rettore del Santuario, Padre Gregorio Vitali. Anche quest'anno l'occasione ha consentito, ai numerosi fedeli che si sono avvicendati in Santuario nel corso della giornata, di conoscere la santa, la sua limpida ed edificante esperienza di vita, di onorarne la preziosa reliquia e in definitiva di consolidare ancor più il forte legame spirituale fra il nostro Santuario e la famiglia religiosa da lei fondata.
Infine con domenica 31 si è concluso il lungo mese di gennaio. Con grande risalto si è dato evidenza alla luminosa figura di San Giovanni Bosco nel suo giorno commemorativo. “Con la carità, Giovannino, trasformerai i lupi in agnelli” - con queste parole Gesù si rivolse in sogno a San Giovanni Bosco quando era un bambino di nove anni. Parole poi comprese in tutto il loro significato dal santo, ormai ottuagenario, in occasione di una visione mistica in cui Gesù gli consentì di gustare tutte le conversioni che aveva propiziato nella sua vita con l'esercizio della carità. Anche noi, ricorda Padre Gregorio nell'omelia, salveremo i nostri figli, anche quelli più disadattati, i più disperati, con la carità, prendendo esempio da quei due giganti della carità che furono nell'ottocento la Santa Paola Elisabetta Cerioli e San Giovanni Bosco.
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