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DI LOZIO DI PIU’:

TUTTO LOZIO 2005 DALLA A ALLA Z.

Fotocronaca di Lozio 2005

Lozio ogni anno e’….

Molto spesso giornali e settimanali ci raccontano un evento, un personaggio o una storia in ogni minima sfaccettatura presentandoli così nella sua completezza, ossia in gergo si dice dalla A alla Z che sta ad indicare appunto tutto l’alfabeto. Applichiamo questo gioco tipicamente giornalistico raccontando la settimana di spiritualità vissuta a  Lozio in Valcamonica dal 7 al 13 agosto in questo modo del tutto originale scorrendo lettera dopo lettera.

 

A come ADOLESCENTI

un folto gruppo di circa 25 fra maschi e femmine, tutti bravissimi che hanno tenuto un comportamento esemplare più volte elogiato e sottolineato da Don Gregorio. Tutte le mattine sotto la guida di Vincenzo si ritrovavano per un’ora di catechesi che toccava sia temi religiosi, sia il vissuto adolescenziale quotidiano. Poi nel resto della giornata giochi e divertimento a volontà.

B come BENVENUTI

Il benvenuto a tutti, a chi è già venuto e a chi è qui per la prima volta. E’ il tema della prima serata in cui si descrive un po’ tutta l’organizzazione tecnica della settimana, forse noiosa ma necessaria per fare in modo che tutto proceda al meglio senza problemi.

C come CANTI/CONCERTO

A far da cornice per tutta la settimana i bellissimi canti eseguiti ogni giorno dal folto gruppo di musicisti e coristi guidati come sempre da Stefano Furlan. A loro il compito di aprire  la giornata prima delle lodi, di introdurre le catechesi, di animare le Messe e poi le serate organizzate.

Coro e musicisti veramente protagonisti inoltre nella serata di mercoledì in occasione del Concertozio, ossia un’edizione riveduta e corretta del concerto tenuto a Natale in santuario con un gran finale tutto dedicato a Giovanni Paolo II.

D come DUECENTOQUARANTA e DON GREGORIO

Il numero di coloro che hanno vissuto la settimana di spiritualità a Lozio, ad un passo dal record di oltre 250 dell’estate 2003. A guidare la catechesi mattutina, l’incontro pomeridiano e a celebrare le Sante Messe il nostro Don Gregorio rimessosi dopo una brutta polmonite che l’ha tenuto lontano dal santuario per un mese.

E come ESPERIENZA  

Facile da descrivere ma difficile da raccontare perché poi ognuno la vive secondo la propria apertura del cuore e la propria sensibilità. La giornata veniva scandita dalla sveglia, poi le lodi, la colazione, i servizi da svolgere, la catechesi, la condivisione, il pranzo, il tempo libero, l0incontro mariano pomeridiano, la Messa, la cena e poi la serata in anfiteatro. Il tutto innaffiato da momenti di preghiera personale, deserto, adorazione eucaristica, rosari. Un’esperienza che da esteriore, fatta di momenti precisi, si trasforma poi in esperienza interiore: unica condizione lasciare aperta la porta del cuore.

F come FIACCOLATA

Serata suggestiva, serata di luce, seguendo la stella come i Re Magi su per il sentiero fino all’eremo di Santa Cristina recitando il rosario e cantando. E giunti alla meta, grandi e piccoli, giovani e meno giovani, la gioia dell’arrivo dopo le fatiche del percorso: ecco la capanna costruita con legno e frasche di piante e al centro Gesù Eucaristico. Tutti inchinati davanti al Re vivo e presente in mezzo a noi per una serata di intensa adorazione in una cornice da togliere il fiato. Al ritorno poi un’altra sorpresa per tutti: per rifocillare i pellegrini saliti sul monte il cuoco aveva preparato in gran segreto una spaghettata aglio olio e peperoncino per tutti.

G come GRUPPI DI CONDIVISIONE

Per sviluppare e vivere maggiormente i contenuti delle catechesi mattutine tenute da Don Gregorio, tutti gli adulti sono stati divisi in 4 diversi gruppi sotto la guida di Teresa Sasso, Flora Maragno, Alvaro Bruni e Giuseppe Magnoni, mentre i giovani si ritrovavano insieme a Don Gregorio.

H come HAPPY 

Termine inglese ma di facile comprensione che vuole indicare la gioia, la felicità di avere vissuto questa grande settimana di grazia che il Signore ci ha donato: una gioia vera non effimera frutto di illusioni o oggetti materiali ma che scaturisce dall’unica sorgente: Cristo.

I come IN CAMMINO  

La vita del cristiano è sempre in cammino e tende verso Gesù, la vita del cristiano è anche ricerca, come Abramo di quella terra promessa che il Signore ci offre. Il cammino per Lozio dunque, il cammino verso il monte la sera della fiaccolata, il cammino della nostra vita, il cammino verso la perfezione o come si sforza di dire Papa Benedetto verso la santità.

L come LODI MATTUTINE 

Quale miglior modo di cominciare la giornata lodando il Signore con i canti, le preghiere del mattino e recitando i salmi del salterio! Alle 8 dunque tutti in anfiteatro per fare il pieno di carburante all’inizio di un nuovo giorno!

M come MESSA

Ore 18,30 l’appuntamento più importante centro e culmine di tutto il giorno: la Santa Messa concelebrata da Don Gregorio, Don Emilio e Don Giacomo, l’incontro con l’Eucaristia in cui Dio si dona tutto x tutti. Una Messa intensa e partecipata animata come sempre dai canti del gruppo.

N come NOTTE DI FUOCO

E’ la notte dell’adorazione ininterrotta dalle 23 di giovedì fino alle 8 del mattino seguente: chi per un’ora, chi per due, chi per tutta la notte, a tu per tu davanti a Gesù nella preghiera personale, preghiera di lode, di adorazione, di ringraziamento o di richiesta e poi restare in ascolto di ciò che Lui vuole suggerire al nostro cuore.

O come ORGANIZZAZIONE/OSPITALITA’

E’ l’altro faccia della settimana complementare a quella spirituale. Tenere insieme 240 persone implica una rigida organizzazione capace di andare incontro alle esigenze di tutti e nel contempo fare in modo che tutto sia efficiente e ordinato. A supervisionare il tutto Davide, che si è occupato con tenacia e pazienza certosina di sistemare tutti quanti nelle camere da 2/3/4 letti ma anche nelle camerate da 8/10 letti per quello che è stato un grande lavoro sia  preparatorio, sia sul campo.

La parte riguardante i servizi, ossia le pulizie, il servizio ai tavoli, la preparazione del refettorio e la cucina è stata invece organizzata suddividendo i ragazzi del gruppo in 4 squadre di lavoro capitanate da Tino ed Elena, Mauro e Laura, Andrea e Elena, Davide e Paola sotto la supervisione di Stefano a coordinare il tutto.  

P come Papa Giovanni Paolo II

Arcinoto il suo amore per i giovani totalmente contraccambiato. Anche lui ha voluto essere presente in mezzo a noi a Lozio. Lo staff ricreativo ha organizzato un concerto tutto per lui e una serata tutta per lui dove i vari gruppi attraverso l’arte, la recitazione, il mimo, la musica e la danza si sono dati da fare per ricordare e cercare di descrivere questo grande Papa recentemente scomparso.

Q come QUOTIDIANITA’  

Non si può salire sul monte e basta, come ci insegna Gesù nel Vangelo della Trasfigurazione, occorre scendere e con la carica ottenuta portare la testimonianza agli altri, nella nostra vita quotidiana e negli ambienti di studio, lavoro, svago di tutti i giorni.

R come RICONCILIAZIONE 

La giornata penitenziale come ogni anno si svolge al giovedì  ed è assolutamente necessaria per vivere senza macchia e senza peccato l’intensa settimana di spiritualità. Grazie alla presenza di altri confessori, tutti hanno avuto la possibilità durante le giornata di accedere a questo sacramento che ci fa ritornare tutti in grazia di Dio. Prima della Messa a simboleggiare l’avvenuta riconciliazione e purificazione, all’entrata dell’anfiteatro a chi si era confessato veniva versata dell’acqua sulle mani.

S come SPIRITO SANTO 

Ogni mattina veniva invocato prima della catechesi e poi prima della serata di adorazione.

E’ lo Spirito che agisce in noi, ci plasma, ci trasforma e ci fa vivere intensamente tutta la spiritualità.

Che una settimana come quella vissuta a Lozio è capace di trasmettere.

T come TEMA

Il tema di quest’anno è stato lo stesso della GMG di Colonia: SIAMO VENUTI PER ADORARLO (MT, 2,2) così come fecero i Magi che si misero in cammino e si recarono a Betlemme.

Non poteva essere diversamente in questo anno dell’Eucaristia che il defunto Pontefice ci ha voluto donare e proprio l’Eucaristia ci indica il dono e l’adorazione.

U come ULTIMA SERA

E’ la sera della festa, la sera dell’allegria ma anche del dispiacere che la settimana è volata via in un baleno. E’ la sera delle scenette, delle imitazioni, del cabaret in cui si prende in giro bonariamente anche il don e gli ospiti (leggi Rina e Mariuccia).

V come VIVANDE

Accanto al cibo che non perisce, Gesù, per il nostro sostentamento è necessario il cibo vero e proprio quest’anno veramente ottimo e abbondante come non mai e un plauso al bravissimo cuoco Pietro e a tutti i suoi collaboratori della cucina che ogni giorno con fatica e impegno  ci hanno preparato delle vere e proprie prelibatezze.

Z come ZAINO 

Vuole indicare sicuramente il bagaglio con il quale siamo partiti, bagaglio con dentro i nostri vestiti certo, ma al ritorno lo zaino è pieno non solo di vestiti ma anche di una esperienza totalizzante ricca di emozioni, gioia, allegria, preghiera che ognuno si porta sia sulle spalle ma soprattutto nel cuore.

 

                                                                                                                      STEFANO TARGA