Carissimo Giovanni
Paolo II…
…
o forse meglio Karol. Chissà quale preferisci? Beh
per me, tu sei IL PAPA. Ho 24 anni e da quando sono nata non ho visto che te in
questo ruolo; tu non mi conosci ma so che hai pregato anche per me, per il
semplice fatto che rientro in quella categoria di giovani per i quali tu hai
speso la vita. Desideravo da molto tempo venire a Roma, forse da quella veglia
a Tor Vergata alla quale non ho partecipato
fisicamente e mai avrei immaginato di venirci per salutare il tuo corpo. Ti
vedevo in televisione e piangevo mentre parlavi a tutti noi, mentre cantavi con
noi e alzavi le braccia muovendole a tempo di musica alla GMG del 2000. Pensavo
che Gesù aveva, ancora una
volta mantenuto la promessa: “ Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a
me”. Ragazzi da ogni parte della terra erano accorsi a Roma,
incuranti del caldo e dei disagi, riuniti nel nome di Cristo, per
ascoltare la Parola di Dio di cui tu non solo ti facevi portavoce ma che
incarnavi benissimo nella tua vita e in tutta la tua persona.
Pensavo in questi giorni come
con gli occhi della fede tutto cambi e le cose
appaiano in un’altra prospettiva. In casa mia fino a quando avevo dodici anni
tu eri considerato dai miei familiari quello che viaggiava in giro per il mondo
e rischiava di impoverire lo stato più ricco del mondo: il Vaticano. Io invece ero affascinata da quell’uomo
che con infinito amore e tenerezza se ne andava in giro per farsi conoscere e
far conoscere Cristo. Quando apparivi in tele la domenica
i miei genitori cambiavano canale! Poi tutto è cambiato. Io ho iniziato un
cammino di fede e di preghiera; dopo qualche anno anche i miei genitori hanno
intrapreso la stessa strada e all’improvviso il televisore la domenica si
accendeva per sentire il Papa e l’Angelus. Grande
mistero è la fede!
Solo ultimamente mi sono accostata ai tuoi scritti, alle tue poesie, ai
tuoi discorsi e ho scoperto che la semplicità che traspariva dai tuoi gesti non era che il riflesso della semplicità che Dio aveva
creato nel tuo cuore.
Grazie per averci trattato con fiducia, per aver creduto in noi
giovani, per averci proposto alti ideali e grandi valori come il rispetto della
vita, l’amore, la pace, la forza e il coraggio, l’amore verso il prossimo
qualunque carattere abbia e di qualsiasi religione o
popolo sia, l’amicizia.
Hai parlato a lungo e se Dio ti ha prescelto la Madonna ti ha protetto,
figlio speciale e prezioso. A te si addicono le parole del carme di Isaia del servo sofferente “ al Signore è piaciuto
prostrarlo con dolori…il giusto mio servo giustificherà molti”. A te si
addicono le parole di Gesù: “ andate fino agli
estremi confini della terra”
Grazie Caro amico, per averci insegnato che la fede vera non si abbatte
davanti a nulla, per averci insegnato a vivere in Cristo e per Cristo e come morire in Lui e per Lui.
Vorrei avere la tua forza per continuare a lottare contro chi si scaglia contro di me, perché anch’io come te sono un
po’ rivoluzionaria. Vorrei poter essere semplice come lo sei tu ( scusa se non
parlo di te al passato come si dovrebbe fare di una persona morta; ma anche in
questo sono un po’ diversa dagli altri, parlo di te al presente perché per me tu sei ancora qui; anzi io sento la tua presenza ancora
più forte adesso che sei nella Gloria di Dio), la stessa semplicità che ti
portava a spiegare i grandi misteri di Dio con le parole degli umili.
Pensavo alla sofferenza e all’umiliazione che devi
aver subito in questi ultimi mesi. Tu
che eri un uomo forte, pieno di energie, che scalava
le montagne, che amava la natura e che ha insegnato anche a me ad entrare in
dialogo con Dio attraverso la sua contemplazione, ti trovavi da mesi sotto gli
occhi del mondo senza più forze. Addirittura la parola ti è stata negata, ma
con la forza che solo un eroe può avere hai parlato con la vita. Quando Gesù è stato giudicato e
condannato dal sinedrio davanti alle domande dei sommi sacerdoti taceva! E tu
davanti a chi ti chiedeva di dimetterti hai risposto
con la vita, con l’obbedienza alla Volontà di Dio, con la fatica, e l’umiltà.
Che grande insegnamento hai dato al mondo.
Il tuo amore per la Madonna, Madre di
Misericordia, tenerezza senza limiti che avvolge tutti noi col Suo manto
materno. La
tua devozione alla Santissima Eucaristia, esilio di Dio che scende dal Suo
trono per nascondersi nell’umile pane di grano maturo. Macinato dalla sofferenza sei il chicco di grano che caduto in terra
muore e porta molto frutto, tu sei il tralcio attaccato alla vite, sei il
nostro grande e dolce pastore che riporta le anime delle pecorelle smarrite
alla casa del Padre.
Grazie per aver aperto i nostri occhi sul mondo della fede, pensato a volte così lontano e incomprensibile e invece così vicino e
chiaro se guardato con i tuoi occhi
Tu ci hai parlato di tutto ciò che Cristo ha insegnato. Spesso di Gesù si diceva che insegnava, senza specificare cosa; tu
hai fatto lo stesso hai insegnato, hai guidato con le parole ma ancora di più
con tutta la tua persona, con le tue decisioni. Hai dimostrato all’umanità che:
“ se un tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia
la tua offerta e vai far pace con lui, poi torna e fa’ la tua offerta
all’altare” hai insegnato a fare il primo passo verso il perdono. Sei un
operatore di pace e come in Cristo, si racchiudono in te le beatitudini del
Cielo.
Non so immaginare la gioia che devi aver provato quando hai visto Maria e Gesù ai piedi del tuo
capezzale, venire a prenderti. La Luce e la pace di quel momento deve averti ripagato di tutto il male e le sofferenze che
hai sofferto. Grande festa sarà stata fatta il Cielo,
un Santo è tornato alla Patria celeste, nel seno della Santa Trinità.
Piango per te, perché mi mancherai, perché mi rendo conto che non so
associare il titolo di Papa ad un altro viso che non sia il tuo ma sono felice
per te. Hai raggiunto la meta. Correndo! Hai raggiunto il traguardo della
santità e questo è sotto gli occhi di tutti ma sono
certa che è sotto gli occhi di Dio. Se è vero che a
chi molto è stato dato, molto sarà richiesto, Dio a te può aver detto solo: “
Vieni servo fedele”. Che bello sarebbe se tutti noi potessimo giungere a una morte santa come la tua. Intanto Grazie Karol!
Credo che non sia mai sufficiente il mio grazie,
tu hai regalato così tanto a me…
Grazie per aver risposto Sì alla chiamata di Dio ed esserti fatto sacerdote;
se il tuo cuore non si fosse aperto al Signore non ti
avremmo conosciuto. Sei grande perché hai saputo rimanere piccolo.
Ti chiedo solo una cosa: chiedi a Dio la grazia che ti conceda di
continuare a proteggere noi giovani e a guidarci nelle scelte di ogni giorno perché non se ne perda neppure uno di quelli
che il Padre ti ha affidato. Affido a te i turbamenti del mio cuore, intercedi
presso Dio e la Mamma perché la loro volontà si compia e lo Spirito ci sorregga nelle prove.
Grazie Santità!