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DENTRO L’EVENTO/

LA  TESTIMONIANZA DI UN SEMINARISTA

ACCANTO AL PAPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Tu chiamale se vuoi emozioni” cantava Lucio Battisti, in una sua famosa canzone.

Emozioni allo stato puro sono quelle vissute nel pomeriggio di sabato 21 aprile, il grande giorno della visita di Papa Benedetto XVI a Vigevano.

Si sono sprecate davvero le parole per descrivere questo grande evento di grazia che ha interessato la nostra piccola diocesi, l’unica diocesi lombarda a non aver ricevuto la visita di Giovanni Paolo II

ora ricompensata dalla prima visita pastorale dell’attuale papa. Un grande evento durato lo spazio di poche ore i cui frutti però si cominceranno a raccogliere solo più avanti.

Un evento che ha coinvolto migliaia di persone, tutte festanti e in fervente attesa e poi con l’inizio della messa in raccoglimento e preghiera.

Grandi emozioni per tutti che hanno potuto vedere il papa abbastanza da vicino, in carne ed ossa quando si è materializzato sul grande palco costruito per l’occasione e poi sulla papamobile passando proprio in mezzo alle due ali di folla di piazza Ducale e in Piazza S. Ambrogio assiepata di giovani e malati.

Grande emozione dicevo per il sottoscritto che, per meriti sicuramente non suoi, in quanto seminarista si è trovato a svolgere il compito di tenere il microfono al Papa.

Detto così può far sorridere, ma un pomeriggio rientrati in seminario abbiamo trovato appeso in bacheca il programma del servizio liturgico da svolgere per la messa celebrata dal Papa e l’attribuzione degli incarichi. Un grande stupore e allo stesso tempo una grande responsabilità e sicuramente un’occasione irripetibili, quella di stare non a pochi metri ma addirittura a pochi centimetri dal Papa. In tutti l’atmosfera di attesa era palpabile ed è cresciuta al sabato mattina con gli ultimi preparativi, le prove, l’arrivo delle prime persone, poi i preti e fino alle 17,15 quando il Papa è atterrato allo stadio e poi si è diretto in vescovado.

Già durante la processione gli ero proprio dietro insieme all’altro seminarista Antonio incaricato di tenere il messale; accanto a noi il cerimoniere Mons. Marini e dietro i due giovani che tenevano mitra e pastorale e il famoso Georg, il segretario del Papa .

Una grande commozione mi è venuta nel vedere la folla che assiepava entrambe le piazze e poi saliti sul palco il colpo d’occhio era davvero fenomenale. La messa si è svolta senza intoppi, con in mano il mio microfono nei momenti stabiliti mi portavo proprio a ridosso del Papa.

Un grande brivido poi quando ha nominato la Madonna della Bozzola: tutti conoscendo la mia devozione si sono girati verso di me, io ero contentissimo e non ho vergogna a dire che mi è venuta la pelle d’oca, specialmente pensando a tutto il gruppo degli Apostoli e Servi di Maria presenti in piazza S. Ambrogio e al grande boato che avranno sicuramente fatto.

Così come tutti gli altri seminaristi ho anche avuto la fortuna di poter ricevere la Comunione direttamente da lui e al momento della benedizione finale le sue mani erano proprio sopra di me. In quel momento ho voluto affidare il mio cammino in seminario e tutte le intenzioni di preghiera che mi erano state affidate da tante persone.

Alla fine della messa poi lo sventolio delle bandierine e dei foulard colorati è stato un momento di grande suggestione che anche il Papa ha particolarmente apprezzato.

Terminata la celebrazione Benedetto XVI si è intrattenuto in Duomo con alcuni preti e con il Consiglio Pastorale della Diocesi, tra i cui appartenenti c’è anche Tiziana, la catechista del santuario che tanto si impegna  per la preparazione dei  bambini a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Una volta giunti nel cortile del Vescovado il Pontefice ha salutato tutti i Vescovi  con celebranti e alcuni seminaristi che si sono prodigati nel servizio liturgico. Siccome il cerimoniale prevede che chi porta il libro, il microfono, mitra e pastorale stia dietro al celebrante (in questo caso il Papa) ho avuto la fortuna di poter accedere nell’appartamento del Vescovo dove Benedetto XVI si è tolto i paramenti indossati per la celebrazione. All’uscita ha voluto salutare noi quattro, ci ha chiesto se eravamo tutti seminaristi e il nostro Vescovo gli  ha sottolineato che siamo del Seminario proprio di Vigevano.

Avevo già visto Papa Benedetto XVI in altre due occasioni, a Roma e in montagna lo scorso anno ma mai pensavo di poterlo vedere da così vicino e addirittura parlargli pur se solo qualche secondo.

Molti si chiederanno e mi hanno chiesto com’ è visto da vicino? Come appare in tv, porta benissimo i suoi 80 anni appena compiuti che non dimostra assolutamente e poi a dispetto della sua nazionalità tedesca penso sia davvero meno freddo di come viene descritto e di come anch’io pensavo.

Ringrazio ancora una volte il Signore e la Madonna della Bozzola da lui citata nell’omelia per l’opportunità ricevuta.

STEFANO TARGA

Omelia del Santo Padre