La statua itinerante
raffigurante
Giovanni Paolo II
approda al nostro
Santuario
Esposta alla devozione ed alla preghiera
dal 10 al 28 gennaio 2008



Testimonianza
25 gennaio 2008 Veglia per l’unità cristiana
Caro Giovanni Paolo,
io, che sto scrivendo queste parole, sono un umile cristiano
che, come tanti altri quella sera, ha sentito il bisogno di correre al Santuario per mettersi al tuo cospetto.
Tu papa dei
giovani, ancora una volta o meglio per l'ennesima volta, hai chiamato e radunato tutti quei
ragazzi, quei genitori, quei nonni che in
loro sentivano il bisogno di conforto, un conforto che solo certe persone sono in grado di trasmettere, un conforto
che solo chi parla come mezzo dello Spirito
Santo è in grado di dare!
E tu, Giovanni
Paolo, tu sei l'unico mezzo in grado di trasmettere queste emozioni creando così una
grandissima comunità in completa comunione con il resto del mondo!
E, grazie a te,
quella serata era piena di cuori: cuori pronti a battere, cuori palpitanti,
cuori caldi ma anche freddi, ma soprattutto c'era il tuo cuore, immenso, colmo di gioia, di sicurezza,
colmo di emozioni ma,
soprattutto, colmo di MARIA.
Sì Maria, madre
mia e madre nostra, ma anche madre di tutte le anime in cerca di pace!!!
In quella serata tutti i volti
appartenevano a te!!!
Sì… tutti i volti rispecchiavano il tuo!!
Tutti i visi piangevano e tutti
ricordavano il tuo quando eri inginocchiato davanti alla madonnina di Fatima,
piangevi chiedendo grazie per i tuoi fedeli!
A chi aveva fame hai dato da mangiare!
A chi aveva sete hai dato da bere!
A chi aveva freddo hai donato tanto
calore!!
Chi era sordo, bhè, ora non lo è più!!
Ed ora tu sei in Paradiso, pieno di quella forza di cui solo tu sei in possesso ed è proprio grazie a quella forza che ci hai saputo salvare dal male, da quel male che io sulla Terra chiamo.............
Tu, Giovanni
Paolo, da quella sera hai donato a tutti noi un po' della tua forza, quella forza
così misteriosa che per te però non ha segreti: la FEDE!!!!
Una forza che
grazie a te quella sera si poteva toccare, che grazie a te cullava noi tutti come a
Torvergata o meglio ancora durante il tuo funerale in cui vi è stato un avvenimento che al solo
pensiero fa venire ancora le lacrime agli occhi:
quel Vangelo che per te ha
raffigurato la vita, quel Vangelo che è DIVENTATO LA TUA VITA!!!!!!!!!
Me lo ricordo ancora: vi era quel
"LIBRO" posto sopra alla bara, una bara che anch'essa era
come la tua vita, ovvero semplice e non lavorata, ed altre non sono che le caratteristiche della vita del figlio di Maria, di quel
falegname che ha salvato tutti e che
con il suo sangue continua a riscattarci dalle fiamme dell' inferno!
E poi sopra a tutto e a tutti aleggiava
quel vento, o meglio quel tuo soffio come a ricordarci una volta in più che tu
c'eri, ci sei, e continuerai ad esserci!!!!
E quel tuo soffio unito allo Spirito
Santo, c’ era anche quella sera e non portava semplici parole, ma ben si
quelle provenienti direttamente dal cuore immacolato di Maria e di suo figlio
Gesù!!
Grazie Giovanni Paolo!!!
GRAZIE!!!!!!!!!!
MOTIVAZIONE DEL PROGETTO “TOTUS TUUS”
Il nome del progetto, “ Totus Tuus”, si richiama al motto inciso sullo stemma
pontificio di Giovanni Paolo II . E’ nato da una idea di Monsignor Ettore
Malnati, docente di Teologia Dogmatica a Trieste e Lugano. L’idea è di portare la scultura in bronzo che raffigura il pontefice pellegrino “ verso la
casa del Padre” lungo un itinerario spirituale che tocca alcuni luoghi che lo
hanno ospitato in vita , soprattutto Santuari Mariani, o luoghi a Lui dedicati.
Lo scopo di questo pellegrinaggio è quello di far riunire ancora oggi, nel suo nome e nella devozione a Maria, quanti lo hanno seguito ed ammirato durante il suo lungo pontificato.
Averlo ancora vicino spiritualmente è uno stimolo per le Parrocchie e per i fedeli che sono soliti, in occasione del suo arrivo, organizzare manifestazioni, concerti e veglie di preghiera e di aggregazione con Lui e per Lui.
Le tappe del suo viaggio avranno termine quando sarà proclamato Santo e la statua verrà portata a Roma, in Piazza San Pietro, accompagnata dai rappresentanti dei Santuari e delle Parrocchie presso cui ha sostato.
PREGHIERA
Sei venuto tra noi
“maratoneta di Dio”
con il tuo limpido sorriso e
passo travolgente.
Hai rimesso in gioco chi è
fuori gioco
e con la forza di Dio hai
indicato la via
che risolve il gioco della
vita.
Quella palma che tu brandisci
inquieta la nostra
indifferenza.
Quelle spine che circondano
il tuo capo
tormentano la nostra
estraneità ed autosufficienza.
Abbiamo rimosso Dio dal
nostro cuore:
ci è rimasta la paura.
E’ l’olocausto delle nostre
coscienze:
e l’opera delle nostre mani
ci schiaccia.
Ci resta un gran bisogno di
perdono
e nei cuori la tua commovente
e lungimirante umanità,
che ci indica la strada:
“Accorrete da Lui…Egli è
tutto per voi.”
Guardaci e benedici questo
popolo
che ha imparato da te a
desiderare e custodire,
come Maria, il tesoro: TOTUS
TUUS.
VERSO
Ad
un occhio attento la scultura di Giovanni Paolo II che ci viene proposta non
rimanda una semplice immagine del
Pellegrino della Speranza, del Pastor Angelicus che eravamo abituati a vedere
durante i suoi lunghi viaggi compiuti intorno al mondo per portare ovunque il
Vangelo e la parola di Dio.
Il Pontefice qui è colto nella sua nuova forma di prossimità a Dio, ex parte Dei.
Sono scomparsi i limiti dello spazio temporale, la figura è trasmutata,in una radicale mutazione che rivela non una nuova forma ma il disvelarsi di ciò che l’uomo è da sempre, seguendo il trapasso da questo mondo ad una sfera celeste che gli è propria ( Fil. 3,21 ).
Risurrezione come forza divina creatrice che nuovamente si impegna sull’uomo, risurrezione come nuova creazione ( Gv 2,20 ).
La forma umana cesserà come cessa
l’imperfetto nel perfetto, la via nella meta, l’attesa nel compimento: ma la
nuova forma sarà definita dallo splendore di Dio che abita una luce
inaccessibile, che nessun
vivente
in questo mondo ha visto, che supera speranze e desideri; che già ora ci
illumina con la promessa che anche noi saremo in Lui, con Cristo, e Lui sarà
tutto in noi.
A rivelarcelo sono i segni che come i pellegrini di Emmaus dobbiamo imparare a leggere in lui.
Il volto appare somigliante nel profilo per chi conserva il suo ricordo e nello stesso tempo, in una visione frontale, trascendente. Gli occhi, uno rivolto al presente e uno al passato,come il Padre.
Le sopracciglia e le pieghe caratteriali leggermente corrugate formano il disegno di una colomba.
Si assiste così alla trasformazione di un viso che è già nella contemplazione dell’amore di Dio.
Il pontefice è scalzo, novello Francesco, che tanto si è speso per la pace proprio nella sua Assisi.
Anche la palma, anziché il pastorale, ci richiama al concetto di pace e ci rimanda alla domenica delle Palme e alla festa dei giovani.
E’ senza la camicia: “ per te Israele ho denudato il mio braccio” (…), e le vesti liturgiche del sacerdozio ci fanno memoria sia del sudario che, con le loro linee dinamiche, delle vesti spendenti della Risurrezione.
Sulla mitria il Cristo Risorto, immagine del Cristo Immolato e la corona di spine a testimoniare la difficoltà dovuta affrontare negli ultimi anni della sua vita. Tre chiodi della Passione sul paliotto a ricordo delle sofferenze patite con infinito coraggio e rassegnata fermezza:” In verità vi dico: quando eri giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi” ( GV 21,18 ).
La sua figura umana e soprannaturale che già vede e già tocca il Signore diventa per noi un faro che illumina il nostro cammino e ci indica la meta per tutti gli uomini del mondo : il Regno dei Cieli che comincia già quaggiù.
Fiorenzo Bacci