Il cielo è ancora buio, sono le 5 di venerdì 17 ottobre quando un gruppo di fedeli provenienti da diverse località si ritrova sul sagrato del Santuario della Bozzola, tutti ancora un po’ assonnati, ma con tanta gioia e speranza nel cuore.
Un bellissimo pensiero della guida spirituale che ci accompagna, padre Gianluca Rossi, si è poi tramutato in realtà: il nostro gruppo avrebbe costituito “una parrocchia provvisoria per i successivi tre giorni”! Una famiglia di credenti, che avrebbe condiviso la stessa fede e percorso la stessa strada, seguendo insieme il loro pastore, pregando per il bene di tutti.
Prima meta di questo viaggio è il Santuario di Santa Maria dei Miracoli a Casalbordino (Chieti) in Abruzzo, sorto in seguito alla apparizione della Vergine Maria nel 1576 ad un anziano, Alessandro Muzio. Gli avvenimenti e le richieste della Madonna di Casalbordino richiamano alla mente quanto Lei dirà, quasi 300 anni dopo, nella sua apparizione a La Salette in Francia, ove però apparirà in lacrime e sofferente per l’empietà della società e l’abbandono della S. Messa domenicale. I suoi messaggi sono più che mai validi e attuali. Molto grave è tuttora l’abbandono della preghiera e dei sacramenti da parte di numerosi battezzati in Cristo.
Nel tardo pomeriggio il nostro gruppo giunge a San Giovanni Rotondo, in tempo per partecipare alla S. Messa e alla grande Preghiera sotto la Croce, in comunione con i Frati Minori Cappuccini e tutti i pellegrini già presenti in grandissimo numero. Il sabato sarà una giornata spiritualmente molto intensa, vissuta da tutti con una sincera e profonda partecipazione alla Via Crucis meditata salendo il monte Castellano a fianco della chiesa di S. Maria delle Grazie. Il percorso è tracciato dalle bellissime quattordici stazioni in bronzo eseguite da Francesco Messina; aiutano a ripercorrere gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù, dalla condanna alla sepoltura, offerte per la nostra salvezza. Con intenso raccoglimento abbiamo partecipato alle belle meditazioni e preghiere proposte da padre Gianluca Rossi davanti ad ogni formella; queste raccontano le tappe della passione di Cristo, testimonianza del suo Amore per noi. Significativa è la V stazione dove il volto del cireneo che aiuta Gesù a portare la croce è l’immagine di S. Padre Pio. Con l’animo ancora immerso nelle emozioni e nei pensieri suscitati dalla Via Crucis, ci siamo poi recati alla nuova chiesa per ringraziare e pregare il Santo di non farci mai mancare la sua intercessione e il suo aiuto per realizzare il progetto di Dio su di noi e i nostri cari.
Il vicario della comunità di Pietrelcina e vice parroco, padre Carlo Maria Laborde, è venuto appositamente a San Giovanni Rotondo per celebrare la S. Messa e condividere qualche piacevole ora con il nostro gruppo della Bozzola. Con lui si è creato un reciproco, intenso e sincero legame di affetto e riconoscenza da diversi anni: è sempre con grande gioia e attenzione che accogliamo nel nostro cuore le sue meditazioni e ci sforziamo di viverle nel nostro quotidiano.
Per noi il sabato è continuato con la preghiera nella Celeste Basilica a Monte s. Angelo. Le pareti e la volta di questa chiesa sono gli anfratti rocciosi di una cavità naturale della montagna, unica al mondo consacrata da S. Michele Arcangelo, come egli stesso ha dichiarato in una delle sue apparizioni: “Io sono Michele e sto sempre alla presenza di Dio… la caverna è a me sacra, scelta da me… perché lì si possano perdonare i peccati degli uomini ed ottenere tutto ciò che nella preghiera sarà richiesto”. La protezione di S. Michele Arcangelo per chi si rivolge con fede a Lui è continua e ininterrotta.
Il nostro gruppo è poi rientrato a San Giovanni Rotondo per partecipare alla processione flambeau, con la bellissima statua di S. Maria delle Grazie. Si partiva dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie, per percorrere tutto il grande sagrato della chiesa di S. Pio, per girare poi attorno alla nuova chiesa e tornare al punto di partenza recitando il S. Rosario.
Terminata questa seconda intensa giornata, stanchi ma contenti di esserci e di non aver perso neppure un attimo in cose futili, ci siamo preparati con rammarico a lasciare questi luoghi benedetti l’indomani mattina. Per la domenica, la sig. ra Cecilia – responsabile del gruppo di preghiera della Bozzola – aveva già organizzato per tutti un’ultima sosta in un luogo altrettanto significativo e importante per rafforzare la fede: il Santuario del Volto Santo di Manoppello (Pesaro) in Abruzzo, affidato ai frati Minori Cappuccini. Qui, in un ostensorio d’argento posto sopra l’altare, racchiuso tra due vetri, è custodito gelosamente un finissimo velo di pregiato bisso marino. Il telo ha una trama larga ed è trasparente, eppure riporta l’immagine di un giovane volto maschile.
Studi scientifici dimostrano con certezza che si tratta di un’acheropita, cioè una immagine miracolosa, non dipinta da mano umana. Infatti non ci sono tracce di pigmenti di colore e l’immagine è costituita dalla variazione di intensità di un solo colore; non ha fronte e retro perché si presenta identica su entrambi i lati, è visibile solo se la luce attraversa il telo e solo da una certa distanza. Se cambia la direzione della luce muta anche l’espressione del volto. È un volto maschile dalla fronte alta, con capelli che cadono sulle spalle, con baffi radi e barba, con grandi occhi aperti in modo diseguale e uno sguardo penetrante, vivo e dolce, con il naso leggermente schiacciato e con segni di tumefazione. La guancia destra è più rigonfia della sinistra, la bocca semiaperta lascia intravedere 4 denti superiori; appaiono alcune macchie vicino al naso, alla bocca e sulla fronte, segni di una grande sofferenza subita.
I numerosi studi condotti su questa reliquia da religiosi e da uomini di scienza hanno portato a concludere che si tratta dell’immagine rimasta impressa sul sudario che ha ricoperto il volto di Gesù nel momento della sua Risurrezione. Un’immagine di luce che ha impresso il volto del Risorto sul velo di bisso, come se fosse una pellicola fotografica. A supportare questa tesi ci sono diversi fatti, tra cui la perfetta sovrapponibilità di occhi, naso, bocca e ferite di questo volto con le altre immagini acheropite conosciute nel mondo (Sindone di Torino, Sudario di Oviedo, Cuffia di Cahors, Sudario e sindone Munda di Aquisgrana); la mancanza di sangue su questo telo è assodata perché è stato posto sul volto solo al momento della Deposizione di Gesù nel sepolcro.
Sapendo ciò, come non emozionarsi?
La liturgia di questa domenica faceva meditare il Vangelo di Luca (Lc 18,1-8), che riporta la parabola della vedova che si rivolge al giudice disonesto per avere giustizia contro i suoi avversari e che solo grazie ad un’accorata insistenza, riesce ad ottenere. L’omelia, ascoltata in questo santuario e guardando il Volto del Risorto, era tutta improntata alla perseveranza nella preghiera e nella Fede in Dio a somiglianza di quella della vedova.
Ringraziando Dio della splendida esperienza vissuta, il gruppo è sceso dall’autobus a tarda sera davanti al Santuario della Bozzola. Tutti sono tornati alle proprie case con la promessa di non lasciare affievolire lo spirito di questa bella esperienza in pellegrinaggio.
